Reyna non voleva combattere
né contro i Draghi
né contro i gli Uomini…
Non gli era mai piaciuta
la guerra, qualsiasi guerra…
Per sopravvivere doveva pur fare qualcosa…
La bambina che era in lei
sparì in una fredda notte…
Quando la sua capanna
venne assalita dai Draghi Neri…
Suo padre, sua madre e
il piccolo Zarj erano a letto,
forse non si accorsero
nemmeno dell’arrivo della morte…
Lei, la piccola Reyna, amava
addormentarsi guardando
le stelle dal buio della sua stanza…
Quella sera il cielo brillava di stelle…
Stelle cadenti che scesero
sul tetto della sua casa…
Le lingue di fuoco dei Draghi Neri
violentarono le stelle, quella notte…
uccisero il cuore e i
sogni bambini di Reyna…
Giurò a sé stessa che non
avrebbe trovato pace
finché non avesse fatto
a pezzi il branco di Draghi
che pose fine alla sua adolescenza…
Imparò l’arte delle armi
nell’esercito di Gness.
Stanò tutti i Draghi assassini,
strappò loro il cuore dal petto
lasciando che i loro occhi
si spegnessero con la spada
di Reyna impressa nelle pupille…
Treves, il capo-branco
dei Draghi Bianchi
(i Draghi Bianchi vivevano
in pace, odiavano le armi)
venne a conoscenza
della tragedia di Reyna.
«Tuo padre, il vecchio Ideus,
si ammalò di refrite (malattia
che lentamente lacerava
il cervello e la mente).
Credendosi già morto,
volle che la sua famiglia
lo raggiungesse nella
Terra dei Cieli.
Così ingaggiò il drago Genko
e i il suo branco…
Venne anche da me…
Non ebbi il tempo di
fermare il suo piano…».
Reyna trascorse il resto
dei suoi giorni sulle
montagne di Tharan,
nella Terra dei Draghi Bianchi…
vendendo le armi e la
vita al miglior offerente...

Titolo: Reyna non voleva combattere | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |