«Ancora...
dai... smettila...
uffi!».
«Perché... lo sai...».
«Si... certo che lo so!
Ma... uffi...
e dai... smettila...».
«Invece no.
Non smetto».
«Sei proprio...».
«Cosa... cosa sono...
Mi fai sorridere...»
«Scemooooo...».
«Lo so che sono scemotto...
E pure tanto!.»
«Ma no che
non sei scemo!».
«Invece sì che lo sono.
Ma non importa.
Te l'ho già detto.
Ti amo semplicemente
nel guardarti mentre
scruti l'orizzonte.
Ti amo guardando te
che ammiri tutto ciò
che di vivo è di fronte
ai tuoi occhi.
Ecco perché
sono scemo...».
«Non sei scemo.
Sei meraviglioso tu.
Sei dolcissimo tu.
Non dire che sei scemo.
Mai più!».
Il vento soffiò sui suoi respiri.
La brezza marina si confuse
alle sue gocce di lacrima.
Il rumore del mare coprì
il sussulto del suo cuore.
La luce della più piccola
stella di quella notte
si illuminò nel buio
dei suoi occhi.
La luna appoggiandosi
alle onde quasi a voler
essere rispettosa e forse
commossa da quella scena
osservava in solenne quiete
protetta dalle braccia
di quel mare che rifletteva
tutto lo stupore e tutta
la meraviglia dell'universo.
«Vedi queste lacrime.
Le vedi.
Sono rugiada di felicità.
Perché il mio cuore
quando non sa più cosa fare…
quando non ha più rimedi...
quando non riesce a farti
capire cosa sei per me
allora trasforma i suoi battiti
in energia che giunge
ai miei occhi e fa sgorgare
queste gocce piangenti
in modo che possano
essere catturate
dalle tue pupille
e custodite in fondo
al tuo cuoricino...
Perché è lì che
vogliono riposare.
È quello l'unico posto
in cui vogliono sostare.
Nel tuo piccolo
fragile cuoricino...».
Il vento allora
proprio in quell'istante
soffiò fortissimo.
Un'onda si infranse
sulla scogliera morendo
in un frastuono assordante.
E non fu più silenzio.

Titolo: Vento di lacrima | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |