«Quello che sento
non riesco a spiegarlo.
Han suonato alla porta.
Ho aperto.
Era notte.
Una figura mi ha detto:
"Ciao. Sono la Morte!".
Non so perché non
mi sono sorpreso.
È entrata parlando.
Si è seduta di fronte.
E ho detto: “Ti stavo aspettando!”.
Poi dopo un instante mi ha detto:
"È un vero peccato. Sei bello.
Sei forte. Però sei tanto sudato".
Le ho detto: "Ti chiedo un
solo favore. Quando verrà
l'ora non fare rumore.
Io non ho paura.
Ma gli altri non devono sentire".
Ti immaginavo diversa e cattiva.
E tu sei vestita di bianco.
Pensare che sembri una cosa viva.
Poi le ho detto: "Lasciami soltanto
il tempo di farmi scordare.
Dirò soltanto che devo partire.
Che me ne voglio andare".
Adesso la sera arriva più tardi.
Non so spiegarmi.
È come se adesso trovassi
la mia liberazione.
Come staccarsi da un mondo
che non ti ha mai voluto bene.
Indifferenza.
La gente che non ha
più niente da dire.
E voglio guardare per
l'ultima volta gli alberi.
I fiori.
Ho fatto le cose che avevo da fare.
Ho detto le cose che avevo da dire.
Adesso io posso.
Adesso io voglio.
Respirare.
Per l'ultima volta.»
[ Testo estratto dal brano: Vestita di bianco | Brano eseguito da Michele Pecora | Brano scritto da Michele Pecora | Prodotto da - | Fonte: Fonit Cetra Music Publishing srl ]

Titolo: L’ultimo respiro | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |