«Ho conosciuto il dolore.
La ragazza perduta all'orizzonte.
Il sogno strozzato.
L'indifferenza del mondo.
Alla fame.
Alla povertà.
Alla vita.
Dio che non c'era.
E giurava di esserci
E non c'era.
Ho conosciuto il dolore.
E l'ho preso a colpi
di canzoni e parole.
Poi l'ho fermato in un bar.
L'ho fermato per dirgli:
"Con me non puoi niente!".
E ho avuto pietà di lui.
Della sua solitudine.
Di essere condannato
al suo mestiere.
Condannato al suo dolore.
L'ho guardato negli occhi
che sono voragini e
strappi di sogni infranti.
Respiri interrotti.
Ultime stelle di disperati amanti.
“Ti vuoi fermare un momento?”
Gli ho chiesto.
“Insomma vuoi smetterla di nasconderti?
Per una volta ascoltami!
Ascoltami!
E non fiatare!
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita.
E non puoi sapere che mi
passi come un'ombra.
Sottile.
Sfiorente.
Appena appena toccante.
E non hai vie d'uscita.
Perché nel cuore appreso
in questo attendere
l'emozione di amici
che partono e sogni che
corrono nel mio presente
io sono vivo!
E tu mio dolore non
conti un cazzo di niente!
Ti ho conosciuto dolore.
In una notte di inverno.
Una di quelle notti che
assomigliano a un giorno.
Ma in mezzo alle
stelle invisibili e spente
io sono un uomo.
E tu non sei un cazzo di niente!»
[ Testo estratto dal brano: Ho conosciuto il dolore | Brano eseguito da Roberto Vecchioni | Brano scritto da Roberto Vecchioni | Prodotto da Lucio Fabbri | Fonte: Universal Music Italia srl ]

Titolo: Io sono un uomo | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |