«Perché mi guardi così?»
«Niente... Niente.»
«Dai! Dimmi che hai!»
«...»
«Perché stai in silenzio...
così... all'improvviso...»
«Ho detto che non è niente!»
«Non è vero. A cos’è
che pensi?»
«Non farmi domande ti prego.
Piuttosto guarda che spettacolo!
Cielo e mare sembrano
essere una cosa sola...»
«Beh. Almeno ora qualcosa
la stai dicendo!»
«Ah... Dici?»
«Certo.
Hai smesso
di parlare.
E nemmeno
sorridevi più.
Come se fossi
chissà dove
e con chissà chi...»
«Ma qui siamo io e te!»
«Sì… Io e te...»
«Appunto.
Io. Tu.
Questo magico scenario
e indescrivibile nella
sua meraviglia!»
«Si ma...
Cosa ti ha rattristato...
Cosa?...
Qualcosa che ho detto...
Qualcosa che ti ho detto…
Dai...
Dimmi!»
«... ...»
«Uffi!»
«I tuoi occhi...»
«I miei occhi?...»
«Ti guardavo mentre
pochi istanti fa
ammiravi l'orizzonte.
Anzi.
Guardavo i tuoi
occhi che
non smettevano
di fissare quell’orizzonte...»
«Si. Lo sai no?
Amo memorizzare
dentro me
ogni attimo
di questa vita...
Per me ogni memoria
è una fotografia scattata
dai miei occhi e custodita
in fondo al mio cuore.
Ma... questo già lo sai...
Non cambiare discorso!»
«No...»
«No? No cosa?...»
«Non sto cambiando
discorso...»
«Invece si!
Comunque non
mi hai risposto!»
«Anche il silenzio
è una risposta...»
«Ma che dici!
Davvero...
Non ti capisco
proprio stasera!»
«Allora prova a capire...
Fai un piccolo sforzo...»
«Ho capito!
Non mi vuoi dire!
Non importa!»
«Tu credi che
il silenzio debba
sempre essere
colmato da parole...
Non pensi mai
a quante parole inutili...
superflue...
vane...
insensate...
circolano nell'universo...
Anche ora!
In quest’istante
di respiro...
In quelle casette
laggiù sul molo
come in ogni altro
posto del mondo.
Miriadi di miscugli
di parole dette
per convenienza
o per gioco o magari
per filosofare
o semplicemente
per dire cavolate.
O ancora per scambiare
idee e opinioni.
Addirittura per
raccontarsi bugie.
Per condividere
amore e anche odio.
E qualsiasi altra impensabile
emozione o sensazione...»
«E allora?»
«Niente...
Dai! Andiamo via!
Voglio abbracciare
il tuo cuoricino stanotte.
Voglio semplicemente
tenerti stretta
nelle mie braccia.
Respirare la tua anima.
Vivere nei tuoi pensieri.
E poi guardarti e basta.
Senza parole.
Senza niente altro
che non sia amore...»
Allora soltanto Lei capì
quel silenzio improvviso.
Quel silenzio voleva allontanare
dal loro mondo tutto ciò
che in quell’istante nel resto
dell'universo era
a loro due estraneo.
Due occhi che amano
altri due occhi forse
non hanno bisogno
di troppo rumore.
Forse hanno bisogno
solo di cercarsi.
Forse hanno ingenuamente
bisogno di incrociarsi.
Forse il cuore ha
semplicemente bisogno
di ammirare negli occhi
dell'altro quella
miracolosa gioia,
Quella serenità.
Quel sentirsi bene
che non fa più star male.
Quella fantastica felicità
di chi sente l'amore
circondarlo in ogni dove.
Forse.

Titolo: Il silenzio degli occhi | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |