Nessuno conosce la
vera storia di Kharyas.
L’angelo senza ali.
Eppure i racconta-storie
del Regno di Azimuth
tramandano da lustri
una leggenda di
amore e morte,
di demoni e fate.
Kahryas conobbe l’amore
nella notte di Wirth.
In quella notte le vergini
del Regno di Azimuth
venivano iniziate alla vita.
Il sacro rito voleva che
fossero lasciate nel bosco
della foresta di Arpakh.
In quella notte sarebbero
state baciate dagli ominidi
abitanti delle caverne
sotterranee di Azimuth.
Agli ominidi, popolo guerriero
abitante delle caverne,
spettava il compito di
proteggere le Terre degli
Uomini di Azimuth.
Loro ricompensa era
rapire nella notte
consacrata al culto di Wirth,
il Dio della foresta,
le ragazze vergini
delle Terre di Azimuth.
In quella notte le
fanciulle avrebbero
vagato nella foresta
finché non fossero state
preda degli ominidi.
Nessuno degli Uomini
avrebbe dovuto mai
opporsi al drammatico
destino che attendeva
le vergini fanciulle.
Così avrebbe dovuto
essere anche per
la dolce e bella Kahryas.
Ma Kharyas pur sapendo
quale fosse la sorte
che l’attendeva
nella sacra notte
notte di Wirth
aveva promesso il
suo primo bacio
all’amato Werner,
giovane suonatore
d’arpa del Regno
di Azimuth.
Il piano ordito dai
giovani innamorati
fu presto concordato.
Non appena Kharyas
fosse stata condotta
nella foresta di Arpakh
Werner l’avrebbe seguita
e le note della sua arpa
avrebbero suggerito
a Kharyas il sentiero
da attraversare per
raggiungere il suo
giovane amore.
Kharyas e Werner non
conoscevano l’esistenza
degli Yoneush.
Gli Yoneush erano
uccelli notturni,
simili agli avvoltoi
il cui volto era assai
simile a quello dei draghi.
Istintivamente carnivori
i terribili volatili erano
in grado di imitare
qualsiasi suono del creato.
Il tragico destino fece
il suo corso.
Accadde che
l’ingenua Kharyas
credette di udire
nell’etere la melodia
dell’arpa del suo amato.
Un orrendo spettacolo si
presentò ai suoi occhi.
I famelici Yoneush si
spartivano i pezzi del
cuore di Werner che gli
affamati e crudeli rapaci
non avevano esitato
a strappare dal corpo
squarciato del giovane Werner.
Kharyas con la morte
nell’anima gridò alla
luna tutto il suo dolore
lanciandosi nell’abisso
della Gola di Zaos.
«No! Kharyas!
Tu non morirai!
Vagherai nella Terra
delle Anime di Mezzo
che separa l’Universo
dei Morti dal
Mondo dei Vivi.
Un angelo senza ali
tu sarai e nelle notti
di luna piena
accompagnerai con
la tua arpa Evelyna,
Dea della Morte,
vegliando sui passi
del suo tragico e silenzioso
corteo di non vivi verso Tyron,
il deserto di AltroQuando
infestato dalle anime
di coloro che per
amore hanno
rinunciato a vivere!».

Titolo: L’angelo senza ali | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |