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AltroQuando | L’ultimo respiro

«Ah! Ma chi è…
Ma chi sei!».
(Corri Lilith…
Scappa!
Non ti fermare!
Segui il vento…)
«Sì, non tremerò…
Non ho paura!».
«Non hai paura
eppure piangi…».
«Non vedi che
son gocce di rugiada…».
Si inabissò in uno
squarcio di acqua e fango.
Una mano l’aggredì…
la toccò… o forse
la sfiorò appena.
Un odore di fiori
pervase il corpo
e il sangue della
giovane donna.
Quasi che quell'acqua
sporca, per miracolo,
si fosse tramutata
in un verde prato
di primavera…
Eppure sentiva il male
dentro di sé
ma non nell’anima.
Quasi… quasi come
se ossa e anima…
sì… come se
corpo e anima…
fossero due
essenze distinte…
Dolore ed estasi si
confondevano in un
miscuglio di sensazioni
laceranti che Lilith
non capiva o forse
semplicemente fingeva
di non comprendere…
«Sono stanca di fuggire…
Tanto stanca…
Talmente stanca
che mi si chiudono
gli occhi…».
Fu a quel punto che
quell'Ombra la
afferrò a sé.
Con forza.
Con violenza che
sapeva d’amore.
Kharyas, l’angelo
senza ali, sospirò
con le corde della
sua arpa una
triste melodia.
La voce di Rabath
risuonò nel cuore di Lilith.
«Non mi fai più paura…».
Lilith scomparve in un
giorno altrove di
una remota primavera.
Gli ultimi Uomini
del villaggio di Wurth
che la videro
raccontano della dolce
fanciulla nell’atto di
raccogliere un fiore.
La piccola Lilith
era del tutto ignara
della pericolosità
mortale del Syrus.
Una pianta colorata
e fiorita dai petali color
oro che abbracciavano
micidiali spine fonte
di un dolce veleno
capace di togliere
la vita senza
infliggere alcun dolore.
Il suo ultimo pensiero
fu per il suo amore
Rabath che Evelyna,
Dea della Morte, aveva
portato via con sé
pochi istanti prima.
Stando al racconto
dei sopravvissuti alla
tragedia, una furente
tempesta colse
di sorpresa la nave
del prode capitano
Rabath in rotta con
il suo esercito di Uomini
verso la Terra
dei Draghi di Asus.
Ai confini con
le Terre Fredde.
L’imponente corazzata
affondò travolta dalle
onde del Mare Nero che
bagnava le aride
distese di ghiaccio
delle Terre Fredde.
«Lilith… dolce amore mio
non piangere…
Piccola mia ricordami
in un fiore
cosicché io possa
sentire per sempre
il profumo del tuo respiro
e i battiti del tuo
dolce e fragile cuore…
Eterna piccolina mia…
Per sempre
e anche oltre…».

Titolo: L’ultimo respiro | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |

Titolo: L’ultimo respiro | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |