«Promettimi che tornerai
che non ti dimenticherai
di me… del nostro amore…».
«Eyh! quante promesse
che mi chiedi. Finirò per
dimenticarmene qualcuna!».
«Sei cattivo uhmmm».
«Non piangere
mio dolce amore…
Certo che tornerò…».
«Devi proprio andare…».
«Piccola Hasru, è il mio esercito
che me lo chiede.
Vuoi forse che i miei soldati
vadano a morire…
a difendere la nostra terra
senza il loro Re?...».
Lunga e crudele fu la guerra…
Seguirono anni di battaglie,
razzie, devastazioni.
Interi villaggi vennero distrutti.
Miriadi di case e fattorie
rase al suolo.
Cadaveri e ossa si
mescolavano alla terra
che non bastava a seppellire
corpi e quel che ne restava...
«Oh Dio! Perché tutta
questa violenza…
Perché permetti che
questo accada…
Perché Dankan non
torna da me…»
Hasru pregava…
Le sue lacrime gridavano
un dolore silenzioso e
lacerante il suo fragile
animo e quel corpo
sempre più
debole e gracile.
Una lenta agonia
uccideva i suoi pensieri e
la sua speranza…
la sua fede…
il suo sorriso…
La spada del prode Re Dankan
incessantemente e senza tregua
infilzava i corpi dei nemici.
Le teste volavano via
come stelle cadenti
nel buio della notte…
Il sangue rosso e caldo
sgorgava da pezzi di carne.
Succulento cibo
per iene e avvoltoi.
«Dankan! Dankan! Dankan!».
I soldati invocavano
a gran voce il nome
del loro valoroso Re prima
di lanciarsi nella battaglia.
Onore…
coraggio…
crudeltà…
spade…
senza pietà….
senza umanità…
senza cuore…
senza emozioni…
Perché quando combatti
pensi solo a uccidere chi
ti sta di fronte
e non ti accorgi che
benché il tuo corpo
sia ancora vivo
è la tua anima a
essere fredda di morte.
La guerra un giorno finì.
Forse perché non c’erano
più né uomini né donne
da ammazzare né terre
da conquistare o difendere.
Anche il valoroso Dankan
fece ritorno nel suo Regno.
«Hasru… Piccolina…
Amore mio sono qui…».
Un silenzio lo accolse.
Le mura della sua maestosa
dimora erano intatte.
Le stanze, le porte,
i forzieri, tutto era integro
e tutto era così
terribilmente immobile.
Gli occhi di Dankan
Cercavano la piccola Hasru.
Incrociarono invece il dolce
e timido sguardo del
piccolo Hymail.
Quel piccolo angelo
sorrise ammirando
il Grande Dankan.
In quel sorriso bambino,
in quegli occhi piccoli e
brillanti di ingenuità il
prode Re combattente
Dankan riconobbe l’amore
della piccola dolce Hasru.
Hasru non c’era più.
Poco dopo la partenza
del suo Dankan Hasru
scoprì di aspettare un figlio.
Dankan avrebbe finalmente
avuto quell’erede che il Re
da tempo agognava.
Benché fragile nell’anima
e debilitata nel corpo
la piccola Hasru portò
a termine la gravidanza
dando alla luce Hymail.
Hasru fece leva sulle
sue residue energie e
sulle sue ultime forze.
Non voleva lasciare
la vita senza rivedere
almeno per un’ultima volta
il suo amato Re.
Pregò per il suo uomo
fino all'ultimo respiro.
Così gli raccontarono…
E il prode e valoroso Re
per la prima volta
nella sua vita,
allora soltanto,
non trattenne dolore
e lacrime…

Titolo: Amore di guerra | Testo: Luke Brendon | DigitalArt: www.facebook.com/vaniagraphic | CREAZIONI GRAFICHE AMATORIALI |